giovedì 26 novembre 2009

IL TESORO DELLA ZIA PINA

Si dice che la zia Pina non si fosse mai tagliata i capelli. Ricordo la sua lunghissima treccia bianca arrotolata in un tuppo. Profumava sempre di borotalco come tutta la sua casa e le sue cose. La domenica portava sempre un pacchetto di cannoli con la ricotta. A fine pranzo apriva il pacchetto e iniziava la distribuzione: uno a te, uno a te, uno a te... Ogni tanto lo zio gliene sfilava via uno da sotto il naso e così alla fine non le tornavano i conti. Allora lei li riprendeva tutti indietro e ricominciava da capo: uno a te, uno a te, uno a te...
Poi piegava con cura
la carta e la riponeva nella borsetta.
La zia Pina non buttava via niente. Ogni scatoletta di gelato, ogni confezione di uova, ogni bottiglietta di succo di frutta. Tutto era ordinatamente catalogato e impilato in un cantuccio di casa sua. Il bidone dell'immondizia, la zia Pina, non ce l'aveva nemmeno.
Quando andavi a trovarla, tra le sbarre del portone c'era un biglietto ingiallito a
ttaccato con lo scotch. C'era scritto: "Per i testimoni di Geova si prega di non bussare". La zia Pina andava in chiesa. In tutte le chiese del paese, a tutte le ore. Raccoglieva i mocci delle candele e li rifondeva per farne di nuove. Passava davanti casa nostra tutta ricurva su due bastoni. La zia Pina stracciò la lettera di assegnazione della terra mezzadra a mio nonno, perchè la mandavano i comunisti e lei votava democrazia cristiana.
Mi ricordo la sua risata, era la risata più bella del mondo. Un suono stridulo, a singhiozzo. Non potevi non ridere insieme a lei.
La zia Pina sbucciava la pera ma in realtà la spelava di uno strato sottilissimo quasi trasparente. Sbucciava anche l'arancia ma poi mangiava anche le bucce. Raccoglieva e metteva a seccare anche tutti i noccioli di tutta la frutta. Poi li frantumava con il martello e li metteva a far brace nel tangino. Era stata la sorella più grande di dodici figli. Non era andata a scuola, lei che era femmina. Allora aveva imparato a leggere e a scrivere da sola, dai libri dei fratelli minori.
Quando la zia Pina è morta non mi era mai capitata la morte. Guardavo il camion a cassone che parcheggiarono sotto casa sua. Una catena umana si passava di mano in mano tutti i suoi sacchetti. L'ultimo della fila li lanciava dal balcone direttamente nel cassone. E via, tutto in discarica.
La zia Pina era un pochettino esagerata,
ma se adesso avessi tutti i suoi sacchetti di roba catalogata saprei cosa farci e non finirebbero nell'immondizia. Dobbiamo imparare dalla zia Pina.

Io sono sicura di conservare un pò di lei nel mio dna, perchè faccio fatica a buttare le cose. O se proprio le devo buttare mi dispiaccio pensando che ad avere più tempo ci avrei potuto fare quella cosa lì o quella cosa là.

Io scucio i maglioni che non mi piacciono per recuperare la lana. Si possono fare delle cose meravigliose, generare commozione e sorrisi. Con un pizzico di amore si può dare nuova vita alle cose morte che una volta recuperate si arricchiscono di valore. Al contrario della odierna comune corrente di pensiero per la quale più butti via più significa che sei ricco.
Questi sono dei vecchi lavori di qualche anno fa, quan
te cose ancora non sapevo fare o facevo male. Ma, anche adesso che me ne rendo conto, non riesco a non vederli ugualmente belli. E ricordo ad uno ad uno i sorrisi ricevuti in cambio. La zia Pina sarebbe stata fiera di me.


8 commenti:

Lo ha detto...

che meraviglia...mi sa di si ...che hai un po' di zia Pina dentro di te...e piano piano esce ci rallegra...quante cose belle sai fare, quanta grazia hai un bacio

Ines ha detto...

Lo, sei sempre dolcissima! Grazie:)

AnnaDrai ha detto...

A poche piace rivedere vecchi lavori, perchè i gusti e le mode cambiano e ti sembrano inadatti, ma è lo spirito con cui sono nati che conta!
E poi son sempre valide le buone abitudini di zia Pina, tenere da parte per un futuro riciclo creativo! un valore poi che con quest'aria di crisi non può che essere facilemte condivisibile :)

Rosa ha detto...

Questo tuo post mi ha commossa. Quanto mi sta simpatica la zia Pina! Sai che anch'io non riesco a buttare via niente e anch'io sono una fan del riciclo creativo?
Allora, la guru (che responsabilità!) cerca di spiegarti cos'è un blog candy altrimenti detto giveaway. E' semplice in realtà. Si tratta di sorteggi che chi gestisce un blog decide di fare per vari motivi: per festeggiare un traguardo raggiunto, ad esempio per le 1000 o le 10000 visite, o per festeggiare il compleanno del blog e così via. In questi casi si sceglie un'immagine come logo e si scrive un post invitando i lettori a partecipare scrivendo un commento a quel post entro una certa data. In genere si chiede ai partecipanti anche di fare pubblicità all'iniziativa linkandola sul proprio blog. alla scadenza fra i nomi di tutti i partecipanti si sorteggia un vincitore (se si vuole anche due o tre) e si invia un oggetto creato con le proprie mani più un po'di materiale per creare e qualsiasi altra cosetta a sorpresa si vuole aggiungere.
Sono delle simpatiche iniziative che servono ad aumentare il numero di lettori e a stringere delle affettuose amicizie.
Mamma mia quanto ho scritto! Spero di essere stata abbastanza chiara.Se vuoi scrivermi una e-mail trovi l'indirizzo sul mio profilo.
Un bacione,
Rosa

Maria Elena ha detto...

ciao Ines, grazie per essere passata a trovarmi! mi sono iscritta ai lettori fissi sul tuo blog. Ne approfitto per chiederti un favore visto che un'amica mi ha dato un codice da inserire per vedere gli ultimi commenti, non riesco a farla andare, tu forse hai un'altro codice, saresti così gentile da inviarmelo quando hai tepo? è molto utile.....
grazie 1000 un abbraccio ;)
Maria Elena
www.mariaelena1977@virgilio.it

Ines ha detto...

Anna, è vero anche a me non piace rivedere vechi lavori... qui li ho utilizzati per una buona causa. Il riciclo creativo fa bene alla crisi e al pianeta;) PS: il tuo blog è favoloso, Favoloso Mondo di AnnaDrai:)

Rosa, si guru! Grazie della spiegazione sei stata chiarissima!

Maria Elena, io non ne capisco niente di codice però ti posso dire che io ho utilizzato un template standard e quindi il codice era già fatto. Io te lo mando tutto perchè non saprei individuare qual'è la parte che ti serve...

Shabby e dintorni ha detto...

Bella la descrizione della zia Pina! In un'epoca di consumismo sfrenato abbiamo tutti da imparare da lei.
Anche io sono per il riciclo creativo, le cose vecchie trasmettono un fascino particolare e le domeniche più belle le trascorro in giro per i mercatini.
I mobili di casa mia al 90% sono recuperati e spesso salvati dal cassonetto. I miei familiari mi dicono che nel mio DNA c'è un po' della mia nonna paterna Rosa (dalla quale ho ereditato il nome)che durante la guerra, quando le possibilità economiche scarseggiavano, costruiva le scarpe ai suoi bambini riciclando le vecchie camere d'aria delle biciclette.
Un abbraccio
Rosa

Ines ha detto...

Oh Shabby, mi sa che la zia Pina e la nonna Rosa avevano qualche gene in comune... quindi siamo parenti! Ciao cugina;)
Un bacio e a presto!