venerdì 27 novembre 2009

MORIREMO MA NON DI FREDDO

Produco, produco, produco.
E mi si sono infiammati tutti i tendini della mano sinistra, chissà poi perchè visto che tengo il filo con la destra.


Mentre tutti gli uncinetti del mondo, che ho ordinato su Ebay per soli 24€, dopo un mese dal pagamento, ancora non sono arrivati:(
Ucci ucci, comincio a sentir puzza di fregatura.

E intanto sono diventata la Regina dello Scaldacollo. Ingredienti: qualche nota caratteriale del destinatario e una scappata al Bottegone della Lana. Frullare tutto nella testolina con il giusto mix tra conoscenza e libera interpretazione e via, ecco pronto Fatto Apposta Per Te:

- per una cugina. Il punto è quello della zia Gina che di uncinetto ha esperienza quasi centennale! La forma parte come una sciarpa e poi si affusola fino a chiusura.



- per una zia. Questo ha il preciso obiettivo di tener caldo quindi è proprio come un collo alto. I bottoni sono sfilabili e regolabili alla larghezza desiderata.




- per una amica. Appena ho visto i gomitoli al bottegone ho pensato agli elfi. E a tutti i colori del bosco. E a lei.



- per una cugina che ama il rosa.

Ciao a tutti amici! E alla prossima puntata ^__^!

giovedì 26 novembre 2009

IL TESORO DELLA ZIA PINA

Si dice che la zia Pina non si fosse mai tagliata i capelli. Ricordo la sua lunghissima treccia bianca arrotolata in un tuppo. Profumava sempre di borotalco come tutta la sua casa e le sue cose. La domenica portava sempre un pacchetto di cannoli con la ricotta. A fine pranzo apriva il pacchetto e iniziava la distribuzione: uno a te, uno a te, uno a te... Ogni tanto lo zio gliene sfilava via uno da sotto il naso e così alla fine non le tornavano i conti. Allora lei li riprendeva tutti indietro e ricominciava da capo: uno a te, uno a te, uno a te...
Poi piegava con cura
la carta e la riponeva nella borsetta.
La zia Pina non buttava via niente. Ogni scatoletta di gelato, ogni confezione di uova, ogni bottiglietta di succo di frutta. Tutto era ordinatamente catalogato e impilato in un cantuccio di casa sua. Il bidone dell'immondizia, la zia Pina, non ce l'aveva nemmeno.
Quando andavi a trovarla, tra le sbarre del portone c'era un biglietto ingiallito a
ttaccato con lo scotch. C'era scritto: "Per i testimoni di Geova si prega di non bussare". La zia Pina andava in chiesa. In tutte le chiese del paese, a tutte le ore. Raccoglieva i mocci delle candele e li rifondeva per farne di nuove. Passava davanti casa nostra tutta ricurva su due bastoni. La zia Pina stracciò la lettera di assegnazione della terra mezzadra a mio nonno, perchè la mandavano i comunisti e lei votava democrazia cristiana.
Mi ricordo la sua risata, era la risata più bella del mondo. Un suono stridulo, a singhiozzo. Non potevi non ridere insieme a lei.
La zia Pina sbucciava la pera ma in realtà la spelava di uno strato sottilissimo quasi trasparente. Sbucciava anche l'arancia ma poi mangiava anche le bucce. Raccoglieva e metteva a seccare anche tutti i noccioli di tutta la frutta. Poi li frantumava con il martello e li metteva a far brace nel tangino. Era stata la sorella più grande di dodici figli. Non era andata a scuola, lei che era femmina. Allora aveva imparato a leggere e a scrivere da sola, dai libri dei fratelli minori.
Quando la zia Pina è morta non mi era mai capitata la morte. Guardavo il camion a cassone che parcheggiarono sotto casa sua. Una catena umana si passava di mano in mano tutti i suoi sacchetti. L'ultimo della fila li lanciava dal balcone direttamente nel cassone. E via, tutto in discarica.
La zia Pina era un pochettino esagerata,
ma se adesso avessi tutti i suoi sacchetti di roba catalogata saprei cosa farci e non finirebbero nell'immondizia. Dobbiamo imparare dalla zia Pina.

Io sono sicura di conservare un pò di lei nel mio dna, perchè faccio fatica a buttare le cose. O se proprio le devo buttare mi dispiaccio pensando che ad avere più tempo ci avrei potuto fare quella cosa lì o quella cosa là.

Io scucio i maglioni che non mi piacciono per recuperare la lana. Si possono fare delle cose meravigliose, generare commozione e sorrisi. Con un pizzico di amore si può dare nuova vita alle cose morte che una volta recuperate si arricchiscono di valore. Al contrario della odierna comune corrente di pensiero per la quale più butti via più significa che sei ricco.
Questi sono dei vecchi lavori di qualche anno fa, quan
te cose ancora non sapevo fare o facevo male. Ma, anche adesso che me ne rendo conto, non riesco a non vederli ugualmente belli. E ricordo ad uno ad uno i sorrisi ricevuti in cambio. La zia Pina sarebbe stata fiera di me.


mercoledì 25 novembre 2009

IL FIORE E LA FARFALLA

Buongiorno amici tutti, è una gioia immensa veder crescere il blog. Sono euforica!
Mai come in questo periodo, 100 ne penso e una ne faccio... la mia mente è tutto un brusio di idee e di progetti affollati tanto che la sera devo prendere in mano la situazione e urlare a tutte queste fantasticherie un sonoro ZITTE TUTTE!! FATEMI DORMIRE!!

Ho talmente tanta voglia di fare che non vedo l'ora che arrivino le 18:00 per volare a casa a riprendere in mano i ferri del mestiere. E mi devo annotare tutte le cose che mi vengono in mente e che vedo in giro anche nei vostri blog perchè, ahimè, le idee vanno più veloce delle mani e ho paura di averne già dimenticate parecchie. Per fortuna che esiste quel geniale tastino "Segui il Blog" così, almeno, di ognuna di voi non posso perdere le tracce.

Dunque. Perciò. Oggi vi presento i miei primi carRRrinissimi cappellini che ho realizzato grazie al tutorial di Teresa (se non la conoscete già, fateci un giro!). La farfallina e il fiorellino invece sono fatti a mano libera: gnec, gnec.. infila di qui.. tira di là.. due catenelle, finito.
Sono venuti deliziosi, morbidi e delicati. Li definirei decorativi.


Giudicate voi:




martedì 24 novembre 2009

LA SHOPPING BAG

Buongiorno a tutti! Che già qui mi sembra un pò meno desolato di ieri. Ehi, qualcuno mi segue! Ho già una sostenitrice, grazie Rosa:) Devo ancora capire un pò di meccanismi ma ce la posso fare!

Passiamo al dunque. Oggi vi presento le mie Shopping Bag. In realtà la prima della serie era nata qualche anno fa come confezione regalo di un maglione fabbricato con tanto amore per una cara amica. Ma grazie alla sua massima versatilità ed eleganza (esageriamo!) può essere riutilizzata come una carRRrinissima Shopping Bag da portare in giro con orgoglio e un pizzico di esibizionismo;) Queste sono anche un pò natalizie, quale momento migliore? Immaginiamoci in giro a fare regalini... esiste forse posto migliore dove riporli?

Ok. Ok. Tono da televendita = OFF


Queste le ho realizzate per un'altra cara amica, in onore al s
uo nuovo negozio di abbigliamento.
Sono confezionate in iuta e toulle (si chiama così?). Tecnica free
style.
Da Teresa ho imparato il punto usato per il ricamo e il botton
e fatto ad uncinetto.
I cuoricini invece hanno preso forma nelle mie mani senza uno schema ben preciso, pura fortuna!
Ecco qui:

lunedì 23 novembre 2009

MI PRESENTO

Anche se la prima impressione è quella di entrare in una stanza vuota... Ciao a tutti!

L'intenzione di questo blog è quella di muovere il primo passo, aprir
e le porte, darmi una possibilità. Io produco, da sempre. Il mio cervellino è maniacalmente propenso ad escogitare sistemi per fare da me. Più nello specifico mi dedico a maglia, uncinetto e cucito. Ma non escludo nulla a priori. Non ho nozioni teoriche professionali, solo gli insegnamenti della mia mamma e della mia nonna. Sufficienti a scatenare la fantasia e a far sembrare ore di lavoro una passegiata. Mi piace e mi diverto e quando piace anche agli altri mi commuovo. Forte e istintivo è il desiderio di produrre con le mie mani perchè così come lo voglio non si trova, perchè tutto ciò che è prodotto in serie, in una catena di montaggio industriale, mi omologa e mi sta stretto. Sperimento, ci provo, ci riesco. E poi vuoi mettere la gioia quando giri in giro e ti chiedono: CHE BELLO, DOVE L'HAI COMPRATO? Fermerei il tempo lì, in quel preciso istante in cui tronfia d'orgoglio preparo il fiato per dire: L'HO FATTO IO.
Quindi gente eccomi qui, vi mostro quello che so
fare. A poco a poco. Sperando che vi piaccia.
Cominciamo con lo scaldacollo. Non è una sicarpa e non è un gioiello ma lo metti al collo. Scalda come una sciarpa e decora come il più originale dei bijoux.
Eccone alcuni:



lunedì 2 novembre 2009

ABRE BREVEMENTE

Intanto apro un blog e poi vediamo che succede.